MiBACT E “L’ESTATE DELLE BEFFE”

August 3rd, 2016

comunicato

Cosa hanno in comune Fontana di Trevi, il Portico di Ottavia a Roma, il Duomo di Napoli, Palazzo Nani Mocenigo a Venezia e la Chiesa del Crocefisso a Galatone?
Il loro restauro è stato affidato a restauratori a cui, con il beneplacito di Ministero, Soprintendenze e Comuni, è stata richiesta un’alta professionalità pagata con circa 400/500 euro in meno in busta paga.
Per la loro attività , svolta regolarmente, non è stato applicato, dal Nord al Sud Italia, il contratto previsto per i restauri in cantiere ovvero il CCNL Edile, ma un contratto Finco/UGL, che pur essendo stato ideato ad hoc per valorizzare la figura del restauratore, declassa e fa perdere diritti e salari già acquisiti da decenni ai lavoratori del settore.
Un contratto sottoscritto separatamente da alcune parti sociali non rappresentative sul piano nazionale e che rischiano di penalizzare ulteriormente un comparto lavorativo già vessato da precarietà ed elusione di norme fondamentali a tutela della sicurezza e del giusto costo del lavoro.
L’ennesima triste storia del mercato del lavoro italiano? Forse si, ma qualcosa di più preoccupante sta accadendo.
Il Mibact ha deciso a giugno, senza pudore, di affidare agli stessi protagonisti di questo contratto separato (Associazione restauratori italiani e Finco) gli importantissimi lavori di modifica del Codice degli Appalti per quanto attiene le materie del Dicastero, escludendo completamente le altre parti sociali che da quasi vent’anni rappresentano lavoratori ed imprese del settore. Ha consegnato di fatto questioni delicatissime come la qualificazione di impresa, gare e capitolati d’appalto, costi del lavoro e della professionalità, a chi per difendere interessi di parte ha scientemente abbassato i livelli salariali ed elude sistematicamente proprio quelle regole che il Codice degli Appalti dovrebbe prevedere.
Ci chiediamo come sia possibile per il Ministro Franceschini sostenere una così grottesca posizione proprio dopo la recentissima pubblicazione della nota del Minsitero del Lavoro n. 14775 del 26 luglio 2016, nella quale si evidenzia la necessità che gli organi ispettivi procedano alla verifica del rispetto dei contratti collettivi sottoscritti dalle parti
sociali più rappresentative sul piano nazionale.
Ma non ci dovremmo stupire di questo se consideriamo che anche sulla questione del riconoscimento professionale nel restauro il bando per la selezione per la qualifica di restauratore di settembre 2015 – il Ministero ha deciso di seguire il criterio della discriminazione a favore di poche centinaia di restauratori, quelli da sempre più tutelati e garantiti. E’ stato pubblicato, infatti, un elenco parziale di coloro a cui è stata riconosciuta la qualifica, quelli usciti dalle scuole di alta formazione (SAF), in tempo per partecipare al bando per “i 500 posti” (di cui 80 per funzionari restauratori) , indetto recentemente da Franceschini.
Questi, infatti sono stati favoriti per un accesso privilegiato al titolo, mentre la maggior parte degli operatori del settore, come in una sorta di classifica di serie “b”, dovrà pazientare ancora un anno, in base al decreto ministeriale del 1.08.2016, per vedersi riconosciuta la qualifica e quindi l’accesso formale per operare nel settore e partecipare ai bandi pubblici.
Intorno al titolo di restauratore si sono consumate battaglie legali, mobilitazioni di migliaia di lavoratori da più di dieci anni per scongiurare che a regolare il settore fosse una normativa che escludesse dal titolo i più, a vantaggio di pochi, come in una sorta di epurazione della concorrenza, per spartirsi le sempre più esigue gare d’appalto.
Ma a quanto pare i colpi di scena non mancano, ed ora anche gli appalti nei beni culturali saranno ufficialmente ben istruiti con i consigli di chi questi “pochi” li rappresenta (ARI in primis), in aperto contrasto con principi Costituzionali e con il Ministero del Lavoro.
Il settore ha bisogno non di favoritismi e discriminazione, bensì di un sistema partecipato di confronto su regole coerenti e percorsi per le attestazioni delle qualifiche eque. Che il Ministro Franceschini si ravveda e convochi
al più presto le OO.SS. per sospendere questa lunga calda “beffa”
estiva.

Sezione: News Generali Fillea

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